Recensione The Coma: Recut

The Coma: Recut sviluppato da Devespresso Games e pubblicato da Digerati Distribution,  è un titolo che inizialmente ci ha incuriosito, innanzitutto dal titolo, per poi assuefarci positivamente una volta in gioco.

Nei panni dello studente coreano Youngho (gli sviluppatori sono di Seul) il mondo gli cadrà addosso quando il giorno degli esami, dopo avere passato una notte insonne si trova intrappolato nella sua stessa scuola, Sehwa High, dove gli studenti sono scomparsi, alcuni sono morti, e come se non bastasse oltre ad esserci strane creature nella scuola è presente una killer psicopatica che non ci penserà due volte a mettere fine alla vostra esistenza.

Il titolo gioca molto sul fattore horror come dimostrato dalle location buie e dalal presenza del colore rosso in segno di pericolo. Fortunatamente il protagonista possiede una torcia (che non si scaricherà mai) in grado di illuminare oggetti e percorso. Ahinoi la torcia ha un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è che accendendola, avrete modo di trovare cibi utili come snack o bevande (necessari per rimpinguare energia e barra sprint) oppure note (necessarie per capire la storia) ma anche altri oggetti necessari per proseguire nella storia. L’accendere la torcia di contro renderà il protagonista più visibile e quindi sarete più facili da intercettare. A questo propostito le soluzione per uscirne vivi sono tre. Rifugiarsi nella caffetteria, zona franca, laddove si può salvare la partita, o comprare cibarie dalle macchinette utilizzando i soldi recuperati in giro, oppure nascondersi negli armadietti (a patto che siano vuoti) o in alternativa mettersi a correre sino a quando la barra dello sprint non raggiunge lo zero, a meno che di utlizzare una delle bevende energetiche che riempono nuovamente la suddetta. Per questo consigliamo di muoversi lentamente ed ascoltare, perché l’arrivo del killer è annunciato dal rumore dei passi. In questo caso è possibile anche entrare in una delle classi e accovacciarsi, rendendosi così invisibili… ovviamente dopo avere spento la torcia!

Inizierete la vostra avventura dal lato ovest della scuola, dove si trova la vostra classe, luogo che avrte modo di visitare più volte. Alcune delle aule sono aperte, altre sranno da aprire, altre invece necessitano una chiave per essere aperte. Tutto cià richiede quindi il doversi spostarsi di corridoio in corridoio, ma anche di ala della scuola differente al fine di recuperare un oggetto, aprire una porta, fare un favore a qualcuno in modo tale da ottenere qualcosa in cambio.

Sebbene possiate pensare che la presenza di un solo killer renda il compito facile, bhe vi assicuriamo che non è assolutamente così, tanto più che in diverse aule è presente una lavagna, segno che si può salvare il gioco. E vi assicuriamo e consigliamo di farlo ogni qualvolta potete, perchè il povero e spaurito Youngho non ha e non può raccogliere nessuna arma o oggetto per difendersi se non la fuga o il potersi nascondere.

 

 

Graficamente lo stile è manga e ci è piaciuta la rappresentazione. Il difetto che abbiamo riscontrato è nella risposta ai comandi, ad esempio quando ci si trova davanti ad una porta o nota, o alle scale per fuggire, per interagire il più delle volte abbiamo dovuto premere due volte il tasto [A]… azione che fa perdere secondi preziosi. Altro fattore un po’ fastidioso è la capienza dello zainetto che implica il potere contenere solo sei oggetti. Abbiamo dovuto sacrificare molte volte ad esempio le bevande per raccogliere i preziosi snack.

Il gioco è loclizzato in inglese, ed è necessario leggere un po’ di testo per capire la trama e anche cosa fare, anche se la mappa presenta degli aiuti per capire dove dirigersi.

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