Recensione Rive

Rive è questo il nome dell’ultimo gioco provato che ci ha letteralmente conquistati e ci ha riportato ai vecchi tempi, quando impazzivamo dietro a quelli che ora sono diventati dei classici sul Commodore 64. Perché Rive, secondo noi, rappresenta l’anello di congiunzione perfetto tra difficoltà, diverimento, sfida e sana adrenalina che alcuni tipo di videogioco devono trasmettere.

La storia è breve. Il protagonista di RIVE è uno scavenger interstellare il quale a causa di una tempesta di asteroidi, si trova a rifugiarsi su una base orbitante, la quale è controllata da una IA decisamente cinica, con ampia priprietà di linguaggio (e vi invitiamo a seguire il discorso che il simpatico drone vi farà con il proseguo del gioco, nonostante noi abbiamo più volte cercato di sopprimerlo…). Ovviamente lo scopo del gioco è quello di uscirne vivi, perché nemmeno a farlo apposta non è possibile uscire da dove siete entrati.

Suddiviso in missioni con possibilità all’inizio di queste di aumentare le capacità belliche del proprio mezzo (attraverso un negozio e grazie ai soldi raccolti distruggendo i vari nemici)  il protagonista avrà modo di volare, saltare, librarsi in zone senza o con gravità anche invertita, sfruttando anche bolle gravitazioniali in grado di mantenere il mezzo sospeso, il tutto con un unico fine. Rimanere in vita. Essi perché se non lo avete ancora capito il gioco trasuda di nemici di varia specie, il cui unico scopo è quello di porre fine alla nostra avventura.

Ovviamente  il gioco è guidato, nel senso che non avrete possibilità di esplorare il tutto, ma dovrete seguire percorsi prefissati sfidando fuoco e acqua, portelli che si chiudono o si aprono a comando, orde continue di nemici che arrivano da ogni dove. A consolarvi possiamo dirvi che avrete modo di hackerare (tramite un raggio verde) alcuni droni o complementi dell’ambiente, dando modo ad esempio di “curare” il protagonista, attivare meccanismi o aprire porte. Tutto semplice? No perché alcune fasi dell’hacking richiedono prontezza di riflessi e giusto tempismo per essere portate a termine con successo, altrimenti si va verso l’inesorabile game over, che per inciso mostrerà sempre un messaggio (sarcastico) differene ogni volta che avrete modo di legerlo, non dimenticando alcuni messaggi che rimandano ad altri videogiochi famosi come Solid Metal Gear o Monkey Island!

Il gameplay vedrà il giocatore guidare il protagonista assolutamente attraverso un pad. Difatti è necessario usare i due stick analogici per spostare e sparare. Giocare solo con la tastiera equivale a morte sicura ogni 5 secondi. E vi assicuriamo che anche utilizzando il pad il gioco non è poi così tenero (abbiamo odiato la parte dei treni….) anzi è un continuo tritacarne tra andare avanti , respingere le orde nemiche… e morire. Il tutto per poi riniziare il loop, magari leggermente più nervosi! Facciamo notare che sono previste sezioni subaque, alcune che rimandano agli sparatutto degli anni 80 (leggi R-type) e sbalzi gravitazionali, dando modo ad una differenziazione del gameplay.

A questo proposito saranno necessari i potenziamenti non in gran numero ma utili per aumentare la potenza offensiva e le difese o l’energia a disposizione. Da utilizzare… sempre.

Abbiamo giocato e rigiocato a Rive e lo abbiamo trovato avvincente, con piacevoli effetti grafici e commento in inglese (ma tutto sottotitolato in italiano).

 

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