Recensione Never Give Up – Nintendo Switch

Publisher: Armor Games
Sviluppatore: Massive Monster
Engine: Unity
Lingua: Inglese
Genere: Platform / Azione
Giocatori: 1
PEGI:
Link:  https://www.nintendo.it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/Never-Give-Up-1608959.html
Versione: 1.0.0
Extra:

Dobbiamo avvertirvi. Con Never Give Up disponibile per Nintendo Switch abbiamo rischiato di scagliare la console contro il muro in preda alla piena frustrazione. Perché il titolo non è un gioco difficile è difficilissimo, se giocato nella modalità hard.
Non mollate!

Il concetto è abbastanza semplice. Controllerete un personaggio e dovrete portare lo stesso sino all’uscita. Facile pensarete voi, trattandosi di un platform. In realtà è dai tempi del Commodore 64 che non incappavamo in un gioco così difficile tanto da farci uscire dai gangheri. Anche perchè più si muore nel gioco, più il titolo tende a prendervi per i fondelli con frasi (e audio) di puro sfottò. Andiamo con ordine.

iniziere con un livello semplice, dove la unica difficoltà iniziale sarà quella di saltare un sporgenza, raccoglie l’eventuale moneta (che servono per sbloccare i vari costumi) e raggiungere l’uscita individiata da una piccola porta verde su cui cappeggi la scritta exit. E fin qui tutto fila liscio. Il secondo livello è in realtà il primo! Nel senso che giocherete al medesimo livello, però con l’aggiunta di ostacoli, nemici, trappole che mano a mano andranno ad aggiungersi ogni qualvolta finirete il livello. Vi assicuriamo che già al terzo/quarto schema inizierete a portare vicino a voi il calendario per chiamare a alta voce i santi, operazione sicuramente più economica che lanciare la Switch contro la parete. Perché vi assicuriamo la frustrazione è tanta, soprattutto quande verrrette affettati o schiacciati poco prima di raggiungere l’agoniata uscita. E’ un gioco adrenalinico, che difficilmente lascia il tempo per pensare, a meno che non vi troviate al riparo da missili a ricerca calorica, il cui scopo tutti conosciamo. Intendiamoci a scanso di equivoci, ogni qualvolta riaffronterete il livello (per cinque/sei volte) l’inizio dello stesso sarà uguale e verranno aggiunte parti, come se si trattasse du un puzzle che mano a mano si dipana. Terminati i livelli affronterete il boss di fine livello di ogni sezione, sempre se ci arriverete. Per questo vi consigliamo di non fare i sadici come noi che abbiamo giocato in modalità hard, ma di selezionare la modalità normale che garantisce qualche momento di respiro, ovviamente a meno che non siete dei draghi dei Joy-Con.

Come avrete capito raggiungere l’uscita non è affato facile. Tra seghe circolari, missili, raggi laser, nemici e piattaforme che dopo pochi secondi scompaiono (e qui ringrazierete la possibilità di effettuare un salto doppio) arrivare all’agoniata porta richiede tempismo e tantissimi tentativi. Non vi nascondiamo che per alcuni stage abbiamo dedicato anche complessivamente un giorno, perché anche il fallire il salto o la scivolata di pochi pixel comporta spruzzi di sangue e quindi morte instantanea. E tanto per rimarcare ogni volta che iniziate la partita vedrete a schermo il numero di volte che siete morti e la percentuale di completamento del gioco. Come se non bastasse, esistono anche zone segrete con muri invisibili, e ovviamente non le abbiamo ancora scoperte tutte e dubito che qualcuno lo farà mai. Esistono poi anche i costumi con cui potete variare l’aspetto del protagonista. Solo un fatto estetica ma contribuisce a dare un ulteriore motivo di ricerca.

Graficamente lo stile ricorda un po’ quello dei carton, con effetti di sangue ben realizzati. E ne vedrete molto di sangue, a iosa.

Per quello che riguarda lo longevità, per alcuni giocatori il gioco sarà pressoché infinito e non vedranno mai la fine, mentre per chi mastica videogiochi, il titolo rappresenta una sfida continua.