Se pensate che avere il mal di testa sia fastidioso, pensate cosa si prova ad essere lanciati con una fionda contro qualsiasi oggetto sia presente nell'ambiente...
Pain rappresenta il tipico gioco che partendo in sordina riesce a far parlare di se, grazie alla giocabilità, l'immediatezza d'azione e la simpatia dei vari protagonisti.
Volere della sorte, questa recensione era in parte già scritta, per il semplice motivo che avevo acquistato Pain alcuni mesi orsono (solo il pacchetto base più qualche personaggio) incuriosito dal gameplay e su consiglio di amici che avevano già provveduto all'acquisto dello stesso. Potete quindi immaginare la mia soddisfazione quando in redazione è arrivato il Blu-ray dello stesso, contenente tutti i pack e personaggi (David Hasselhoff a parte) fino ad ora rilasciati sul PlayStation Store.
Il concetto di gioco è realmente semplice. Selezionato uno dei personaggi a disposizione (dopo aver atteso l'installazione del titolo su HD) e scelta la location dove mostrare le proprie acrobazie, troveremo il malcapitato posto su una catapulta pronto per spiccare il volo verso una vetrata, una cassa esplosiva, una palla da bowling, una cisterna, dei secchi, bidoni radioattivi, mezzi a due e quattro ruote, ignari ed incolpevoli passanti, amorevoli scimmiette, insegne e quanto altro ancora sia presente nello scenario, il tutto per un solo scopo: chi più spacca, più gode incrementando di conseguenza il punteggio.

Le aree di gioco a tema su cui far schiantare il protagonista sono quattro: ambito cittadino (PAINdemonium), un centro sportivo, uno studio cinematografico e un parco giochi (Parco degli Abusi). Chiaramente visto lo stile del gioco i paesaggi non sono proprio consoni e rispettevoli della realtà, ma includono al loro interno elementi fantasiosi e soprattutto oggetti esplosivi, fondamentali per ottenere alti punteggi. Difatti, scopo di ogni quadro è realizzare, o meglio polverizzare il punteggio richiesto, per poter passare al livello successivo. Questo porterà, oltre a guadagnare qualche trofeo, anche a cercare la migliore combinazione distruttiva.
La maggiore peculiarità di Pain è proprio l'interazione del personaggio con gli elementi dell'ambiente, oltre che la combinazione catastrofica tra gli stessi: colpendo un qualsiasi (o quasi) oggetto o elemento presente, si darà luogo ad una reazione a catena (tipo domino) che permetterà di raggiungere alti punteggi, dando la possibilità di guadagnare bonus ed incrementare il tempo a disposizione di dieci secondi, se scaturiscono certe condizioni.
In nostro aiuto ci saranno sempre delle casse (o simili) di TNT, necessarie per riscagliare il personaggio in una nuova direzione e così dar modo di provocare altri danni.
Ovviamente è possibile direzionare anche in volo (nei limiti del possibile) la traiettoria del proiettile umano (così come fatto nel tutorial iniziale), così come è possibile afferrare oggetti per poi scagliarli nella direzione voluta, il tutto sempre avendo come obbiettivo quello di fare più danni possibili.
Dal punto di vista multiplayer, mentre la prima versione godeva della sola possibilità di giocare sulla stessa PS3 sino a quattro giocatori, ora è possibile sfidare un altro avversario tramite il PSN, a patto che abbiate tutti e due lo stesso pack, ovvero lo scenario in cui darsi battaglia, altrimenti non potrete joinnare la sezione!
Graficamente il titolo sfrutta l'engine Havox in toto: la parte fondamentale è ovviamente la fisica con cui il personaggio e gli oggetti rispondono ogni qualvolta vengono "toccati" da qualche altro elemento. Come era auspicabile questa è stata prodotta quasi fedelmente alla realtà (alcune concessioni i programmatori se le sono dovute necessariamente prendere, come con le noccioline o copertoni, o scimmie), dando ad ogni elemento il giusto feedback ogni qualvolta questo viene "toccato". Gradevoli anche gli scenari disponibili, anche se qualche volta la telecamera perde di vista il protagonista di turno.
Sonoro che si limita nella sezione giocata ai soli effetti ambientali, mentre nella title screen è pompata una colonna sonora alquanto ripetitiva.