Ghostbusters ahahahahhahahahaahha!!!
Sono passati ben venticinque anni dalla prima versione videoludica di
Ghostbusters è l'introduzione di questo articolo è un chiaro riferimento al parlato digitalizzato che si poteva ascoltare nella versione per Commodore 64.
Dopo tutto questo tempo, gli acchiappa fantasmi sono tornati, più in forma che mai, pronti a divincolarsi nuovamente tra fantasmi poco gentili e melma verde che non esista ad appiccicarsi alle tute.
Come nuovo cadetto della squadra, sarete subito messo alla prova con uno Slimer, fuggito dalla cassa contenitiva, il che permette oltre che di iniziare il gioco anche di prendere confidenza con i controlli e aggeggi disponibili, trattandosi la prima fase di gioco (dislocata nella sede dei Ghostbusters) di un tutorial.
Terminata questa, si entrerà subito nel vivo dell'azione spostandosi verso un albergo nuovamente infestato da fantasmi poco gentili, usando la Ecto-1 per spostarsi, ma solo in versione filmato, in quanto a contrario del primo gioco in cui durante il percorso era possibile "risucchiare" fantasmi, in questo titolo la macchina/ambulanza è di solo contorno visivo nei filmati di intermezzo.
Quindi muniti dello speciale zaino a lussi di protoni e trappole si inizierà la ricerca del fantasma di turno da intrappolare, situazione assolutamente identica a quella vista nel film; la prima fase prevede l'indebolimento del fantasma dirigendo il fascio nella direzione opposta verso cui il fantasma spinge; la seconda fase è di immobilizzazione dello stesso, mentre contemporaneamente viene piazzata la trappola sotto di questo che risucchierà nella stessa l'entità fluttuante; la terza è ultima, anche se può sembrare ovvia, è il recupero della trappola con il suo prezioso contenuto.
Queste fasi sono ovviamente concitate, anche perché oltre all'abilità di sfiancare il fantasma, è necessario mantenere sempre il raggio su di esso, condizione non sempre fruibile: capiterà difatti che lo zaino si surriscalderà, situazione che comporta la cessione dell'emissione del raggio: in queste frangenti è necessario aspettare che la temperatura si abbassi per godere nuovamente dello stesso. Fortunatamente, tutte le informazioni necessarie (status, temperatura del raggio e quanto altro ancora sono facilmente ricavabili guardando il dietro dello zaino, occhiata che non costringe a "cercare" ai lati dello schermo i valori con conseguente perdita dell'attenzione. D'altro canto saremo aiutati in questo anche dagli altri della squadra, che partecipano attivamente alla cattura essendo i Ghostbusters una squadra e non singoli protagonisti.

Ghostbusters, oltre alla classica operazione di cattura, gode anche della situazione "nascondino" dei fantasmi, in quanto questi ultimo sono propensi a nascondersi. Per questo sarà necessario utilizzare (con visuale in prima persona) il rilevatore EPC, il quale mandando degli impulsi permette di identificare tre situazioni differenti: se il segnale risulta verde siamo in presenza di fenomeni ambientali, se invece risulta rosso cè un fantasma nelle immediate vicinanze e infine se risulta blu si può trovare un manufatto maledetto. Inutile dire che questa fase risulta meno frenetica ma più esplorativa.
Per i più curiosi, ma anche per sapere i punti deboli di ogni entità è possibile accedere ad una enciclopedia dei fantasmi, tramite la quale è possibile entrare a conoscenza di tutte le peculiarità di questi dispettosi "amici".
Anche sul fronte multiplayer Ghostbusters è stato pensato per 4 giocatori (che è poi il numero ufficiale del team): sarà possibile quindi cooperare con altri tre amici sugli enviroment delle dodici mappe in una delle quattro località disponibili. Un'esperienza da provare dopo aver completato il gioco.
Graficamente il titolo non raggiunge i livelli di Killzone 2, ma nel contesto si difende alquanto bene: effetti di luce, raggi, disintegrazione dell'ambiente e definizione delle texture permettono di immedesimarsi vivamente come ci si trovasse effettivamente sul luogo. Nessun calo di frame rate e location che chi ha visto i due film, non tarderà a riconoscere.
Sonoro che si fregia sia del parlato in italiano che delle voci originali in inglese. Non credo poi ci sia molto da aggiungere sulla colonna sonora, visto che il tema è di pubblico dominio e di facile percezione.