Se il nome Shepherd's Glen, potrebbe farvi pensare ad una località in riva al mare, dove il sole splende e il riverbero si propaga nell'acqua salata, allora probabilmente la meta della villeggiatura non è quella che avete richiesto...
Silent Hill: Homecoming riprende la linea tracciata da Silent Hill: Origins, (disponibile per PSP) in cui a contrario di Silent Hill 4, si ha un ritorno verso le origini del titolo, ovvero verso tutti quegli elementi che hanno fatto la fortuna di questa serie.
La trama che mano a mano si dipana tra la nebbia, che aleggia costante in questa serie, vede un ex-militare di nome Alex Shepherd che torna nel suo paese dove ha sempre vissuto ovvero a Shepherd's Glen.: casualità, fato, chiamatelo come volete, questa non è più come una volta, ogni riferimento è celato dalla nebbia, le persone sono scomparse, alcune si sono trasformate, altre sono state uccise. L'unica certezza che ha Alex, è la ricerca spasmodica di Joshua, fratello del protagonista.

Dopo aver aspettato qualche minuto per l'installazione del gioco su HD, potremo iniziare la partita. Non rimarrete di certo stupiti nel constatare che anche questa cittadina presente le medesime caratteristiche di ogni altra cittadina vista in ogni episodio della serie. Strade costellate dalla nebbia che terminano con un burrone invalicabile, il solito ospedale, il municipio, porte chiuse e percorsi forzati, così come da prassi sin dalla prima apparizione del titolo: ma tutto questo è Silent Hill, nel bene e nel male. Ovviamente cè la presenza anche qualche enigma, per altro tutt'altro che difficile, e dei classici save point, per l'occasione simboli rossi sul muro, per altro in quantità leggermente spartana.
Tornando al gioco, si avanza per le varie location con cautela, tra un caricamento (veloce) e l'altro (nel cui frangente viene presentato a schermo una specie di wikipedia della stessa serie), che comunque frammenta l'azione, in compagnia di un'arma contundente o facente uso di polvere da sparo e la fedele torcia elettrica indispensabile in alcune location.
I combattimenti, punto fondamentale della serie, per questo episodio sono stati leggermente rivisitati, implementando un sistema per schivare i colpi avversari e la possibilità di effettuare una sorta di combo. Nonostante ci siano tutte le premesse per beneficiare delle novità in ambito combattivo, alla fine si prediligerà colpire e scappare quel quanto che basta per non essere alla portata dei colpi avversari.
L'esplorazione è agevolata sia dal background che interagisce con i movimenti del personaggio (la visuale è da dietro e ovviamente è controllabile), permettendo di fatto di interagire con alcuni elementi di questo in maniera interattiva (i famosi rompicapo, o informazioni sugli stessi o su quanto sta accadendo) e anche di spostarli semplicemente camminandoci sopra o contro, fermo restando che a contrario di altri giochi sul genere (diciamo Resident Evil 5) qui non si troveranno oggetti improbabili in posti improbabile, dando al titolo stesso una sensazione di veridicità.
Graficamente, non ci si trova davanti ad una definizione da urlo (mentre alcune location faranno urlare o quasi dalla paura), ma nonostante questo la resa complessiva è sufficiente. Accattivante il gioco di luce che si ha utilizzando la fida torcia elettrica, cosi come lo sono i boss, deformati con gustoso raccapriccio.
Se Silent Hill: Homecoming presenta il doppiaggio completamente in inglese (comunque sottotitolato in italiano) è la parte del
sonoro inteso come musiche e relativi effetti che fanno la parte del leone. Suoni cupi creano la giusta atmosfera ad un'esplorazione che può riservare sorprese dietro ogni singola porta.