I
Chimera sono tornati!
Resistance Burning Skies sviluppato da Nihilistic Software e pubblicato da Sony Computer Entertainment rappresenta la seconda saga a due stick, che approda sulla nuova console di casa Sony, e così come per Uncharted: Golden Abyss il porting è stato fatto da una software house differente da quella che ha realizzato l'originale.
Questo titolo è il secondo spin off ad approdare sulle console portatile di Sony (il primo fu Resistance: Retribution su PSP), ma si avvale oltre che del secondo stick, anche delle capacità touch della PS Vita.
Estintore alla mano (o forse è meglio una bella mitragliatrice) e si dia inizio all'avventura.
Resistance Burning Skies è ambientato sulla costa est dell'America del 1951 (cronologicamente prima del secondo capitolo per PS3), nel periodo buio in cui l'assalto dei Chimera mette letteralmente in ginocchio le truppe americane. Il giocatore veste i panni di Tom Riley, un pompiere del New Jersey, che dovrà affrontare l'invasione poco amichevole di questi mostri alieni.
Resistance Burning Skies contempla sia la modalità single player che quella multiplayer. Ovviamente ci siamo lanciati inizialmente sulla modalità single player riuscendo a completare la stessa in meno di sei ore di gioco. E' possibile rigiocare al gioco una volta completato conservando le armi (e relativi potenziamenti) acquisiti precedentemente, mantenendo di fatto un vantaggio iniziale sui nemici.
La storia che ci porterà a guidare Tom in vie cittadine, sotterranei, costruzioni aliene e anche all'interno di essi, potendo contare su diversi armamenti dotati di una differenza potenza di fuoco. Ogni arma tra l'altro contempla due modalità di fuoco: la principale è attivata premendo il tasto dorsale [R] mentre la seconda per essere scatenata ha bisogno del controllo touch, che permetterà di attivare/lanciare bombe incendiarie, dardi esplosivi, droni in grado di sparare colpi a destra e a sinistra in base a dove si tocca il touch sullo schermo e balestre da caricare tramite touch, il tutto a discapito della probabile inesperienza nel maneggiare le armi del prode pompiere.
Inoltre disseminati per l'ambiente sono presenti delle scatole di "tecnologia grigia", ovvero cubi alieni energetici in grado di modificare le caratteristiche delle armi: difatti ogni arma ha a disposizione sei upgrade, sbloccadoli sfruttando un cubo. Questo permette di ridurre il tempo di ricarica, aumentare la potenza di fuoco e relativo danno e altre peculiarità. Arrivare a completare tutti gli upgrade richiederà non poca fatica, anche se porterà abbastanza vantaggi primo di tutti un trofeo.
Immancabile la suddivisione in capitoli/livelli, ognuno dei quali presenterà alla fine un boss di varia natura. Da segnalare una sezione a tempo, nella quale bisogna fuggire dalle fiamme che mano a mano circondano il protagonista, sezione che abbiamo dovuto ripetere almeno nove volte, prima di capire che la migliore difesa era la fuga piuttosto che incaponirsi e fare fuori tutti gli spiacevoli presenti.
Se si vuole fare un paragone con la versione per PSP di Resistance, ovviamente questo porting si avvantaggia della presenza del secondo stick analogico in grado di trasportare l'intera esperienza vissuta su PS3 a PS Vita. Il gioco difatti risulta totalmente giocabile e godibile come qualsiasi altro FPS presente sul mercato, grazie appunto alla seconda levetta analogica con la quale si può controllare la direzione di movimento. Inoltre il potere/dovere sfruttare in alcune occasioni il touch pad posteriore (per correre) o tappare o swippare lo schermo per attivare o sparare con un arma, se all'inizio può apparire difficoltoso, risulterà abbastanza confortevole dopo un'ora di gioco, anche perchè il touch viene richiesto (probabilmente per allenare il giocatore) per aprire tutte le porte chiuse.
Anche il lato multiplayer permette di scannarsi contro avversari online sfruttando il PSN, potendo giocare di fatto contro un inglese o un francese a squadre. Nelle nostre partite abbiamo sempre trovato avversari (e compagni) pronti a giocare e nessuna presenza di lag.
Graficamente Resistance: Burning Skies per essere il primo FPS che si affaccia su PS Vita, non sfigura affatto. La qualità Adele texture è alterna e mentre alcune location sono "tristi", altre risultano decisamente azzeccate. Certo non dovrete aspettarvi i panorami visti in Uncharted: Golden Abyss. Ottima la risposta al sollecitamento degli stick analogici e encomiabile l'utilizzo del touch pad, soprattutto quello anteriore. La parte forse più debole risultano essere i filmati di intermezzo, che si rivelano essere dei disegni a cui mano a mano vanno a sovrapporsi dettagli.
Dal punto di vista dell'
audio parlato e testi completamente in italiano.