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e mi tocchi, cado a pezzi!
NeverDead sviluppato da Rebellion sotto bene placido di Konami e pubblicato da Halifax è letteralemente un gioc da fare a pezzi, visto che il protagonista ha la capacità, senza perire, di essere smembrato in ogni suo arto e parte, per poi recuperare le stesse parti grazie ad una semplice capriola.
Insomma, un duro a morire.
In NeverDead per PlayStation 3 impersoneremo tale Bryce Boltzmann, ennesimo protagonista del mondo fantastico dei videogiochi tutto muscoli, armi ed altezzosità. Il titolo è uno sparatutto action con visuale in terza persona ambientato in un "universo dalle suggestioni horror" dilaniato da battaglie sovrannaturali tra umani e creature di varia tipologia, dove questi ultimi hanno pensato bene di invadere la terra con l'intento di distruggerla.
Sfortunatamente per loro Bryce, una volta, non era altri che un cacciatore di demoni: i suoi nemici, per punirlo, gli hanno inflitto la severa maledizione che non gli permette adesso di unirsi al creatore, ma di riescire (quasi sempre) a recuperare eventuali ferite o recisioni, semplicemente recuperando la parte staccata, almeno sino a quando la testa non è compromessa.
Quale gaudio!
L'inizio di NeverDead vede il protagonista alle prese con un combattimento contro Astaroth, in un ambiente claustrofobico dove il colore rosso domani su tutto: come finirà lo stesso? Semplicemente Bryce avrà la peggio, nonostante tutti i vostri sforzi, cadendo nell'oblio.
Il risveglio è sicuramente meno caotico, al fianco di Arcadia Maximille, sua diretta superiore che lo sottomette promettendo una ricompensa in denaro, un pò come si vede nei cartoni animati giapponesi, dove l'eroe di turno è disposto a qualsiasi gesto per conquistare la sua amata, la quale in ogni episodio ne approfitta per far fare questo e quello al malcapitato.
Il gameplay di NeverDead è sostanzialmente uno sparatutto in terza persona, dove passando di location in location, il protagonista, dovrà avere ragione dei numerosi mostri che mano a mano si parano sulla strada, facendosi largo con armi a proiettili, oppure sfruttando anche una sempre utile spada retrattile, indispensabile in alcune situazioni. La componente che dovrebbe essere vincente è appunto la possibilità del protagonista di non perire immediatamente dopo il primo colpo, ma solamente di perdere uno o più arti, comunque reintegrabili rotolando, con quello che resta del copro, sopra i singoli elementi sparsi per l'ambiente. Capiterà, anche di rimanere esclusivamente con la sola testa a girovagare per l'ambiente, evitando di essere colpiti o fagogitati dai nemici, tentando nel frattempo di recuperare le parti del corpo mancanti. Ovviamente se con solo la testa si rotolerà, recuperando un braccio daremo vita ad un orrendo ragno con una zampa sola. Potete da qui immaginare le diverse combinazioni che possono verificarsi in base agli arti che mano a mano si recuperano. Inoltre capiterà che gli arti persi, possano essere fagocitati da uno dei nemici, rendendo lo stesso non più disponibile, se non tramite rigenerazione. Questa capacità di smembrare il proprio corpo, sarà indispensabile proseguendo con il gioco, dove la situazione richiederà al protagonista di lasciare il corpo (ma non l'anima) per poter passare attraverso strette condutture, oppure di utilizzare i propri arti superiori come arma da lancio.
Se il protagonista perde anche la testa (con un disperato QTE a salvare la situazione) a video arriverà un poco gratificante game over.
Per quanto riguarda i combattimenti risultano essere numerosi e confusionari, con nemici che spesso vi attaccheranno da dietro facendo Bryce letteralmente a pezzi (a dir la verità i suoi arti sembrano attaccati con lo sputo, tanto basta una brezza di vento o un minimo contatto per dividerlo), costringendo il giocatore a scappare alla ricerca delle parti del corpo. Inoltre risulta quasi più efficace lo spadone (anche se abbastanza laborioso da utilizzare) piuttosto che le armi a disposizione. Il tutto si tramuta poi in un vero casino anche grazie alla telecamera, decisamente non sincronizzata con l'azione che contribuisce a rendere l'azione caotica.
Come se non bastasse oltre ai mostri, dovremo riporre anche l'attenzione sulla compagna di viaggio Arcadia, la quale non deve assolutamente morire, pena il game over. A questo proposito recuperarla prima del "passaggio di consegne" sarà un'altro dei fattori da tenere presente.
A dare man forte al protagonista, è la possibilità di acquisire diversi tipi di potenziamento (danni da colpi da sparo, velocità delle capriole, o il bullet time, quest'ultimo decisamente apprezzato), utili per aumentare le proprie caratteristiche. A questo proposito setacciare tutto il vicinato alla fine di scoprire i segreti che esso nasconde, può essere una buona tecnica per recuperare crediti.
In ultimo la sfida contro gli immancabili boss, i quali richiedono tentativi e tentativi prima di capire quale sia il loro punto debole.
Graficamente NeverDead presenta il suddetto problema con la telecamera, e un senso di "omadonnadovediavolodevoandareperrecuperareipezzi" quando si controllerà esclusivamente la testa. Non mancano i paradossi negli ambienti, porte di legno indistruttibili, muri che vengono giù semplicemente soffiandoci sopra, ma per dirla tutta non è il solo gioco a soffrirne. Texture insolitamente colorate per il genere e character design che ricorda Devil May Cry.
Il
comparto sonoro si avvale di alcune canzoni dei Megadeth, e del commento audio esclusivamente in inglese, comunque sotto titolato in italiano.