L
a fuga di due amici inseparabili
Escape Plan sviluppato da Fun Bits e pubblicato da Sony Computer Entertainment è la stori di due simpatici amici imprigionati dal cattivo di turno. Per fortuna nostra Lil trova la porta aperta della cella, location dalla quale inizierà la fuga verso la libertà dei due compagni di avventura.
Non dimenticate da bere il caffè!
Escape Plan pur non essendo realizzato da Sony fa parte della line up della nuova consolo giapponese PS Vita. Strano ad ammetterlo, questo titolo particolare, difficilmente realizzabile sulla PSP, grazie al suo fascino e alla semplicità del gameplay supportato da cotanta simpatia grazie anche ad un elegante bianco e nero, riesce a catturare l'attenzione del giocatore, costringendolo a immedesimarsi nei due protagonisti alle prese con (apparenti) insormontabili difficoltà.
Scaricato dal SEN e memorizzato sulla scheda di memoria della PS Vita (che tra l'altro non basta mai), potremo far partire il gioco con un semplice touch sullo screen, Come suddetto il gioco è totalmente in bianco e nero, così come è la schermata introduttiva da cui si può iniziare l'avventura.
Inizialmente controlleremo Lil (lo smilzo), grazia al quale prenderemo confidenza con i controlli del gioco, che sono esclusivamente touch visto che contemplano l'utilizzo delle due superfici anteriore e posteriore per giocare. Per far muovere Lil, basta effettuare uno swipe da sinistra verso destra o da destra verso sinistra, dove l'ultima parola indica la direzione in cui si muoverà il protagonista. Per fermare lo stesso (e farlo interagire con gli oggetti presenti) basta tappare su di esso. Infine per far fare uno scatto imperioso a Lil (a patto di avere bevuto il caffè) è necessario tappare contemporaneamente sui due touch screen (lo schermo e il pannello posteriore) affinché il protagonista compia un balzo in avanti.
Escape Plan può essere vista come un'avventura. Compito dei due protagonisti (che potranno trovarsi da soli o in compagnia) è quello di raggiungere l'uscita della stanza in cui si trovano. Tutto semplice? assolutamente no, perchè se è vero che le prime stanza sono relativamente semplici, in modo tale da fare prendere confidenza al giocatore è vero che mano a mano che si prosegue le insidie aumentano, cosi come la capacità di coordinazione nell'attivare marchingegni, spingere in avanti o dietro piattaforme, attivare ventilatori, chiudere tubi velenosi di una sostanza tossica senza dimenticare di evitare gli scagnozzi di turno che non mancheranno di fare le feste ai due poveretti tramite un colpo di cerbottana.
Ogni stanza prevede una tattica diversa per essere superata: alcune richiedono soltanto tempismo, altre richiedono tempismo e destrezza nello spostare alcune piattaforme, mentre alcune sono dei veri puzzle game che non mancheranno di mettere a dura prova i vostri neuroni. Fortunatamente è possibile saltare qualsiasi stanza nel caso non si riesca a portarla a termine, senza alcuna penalizzazione di sorta. L'unico inconveniente è che potreste perdere il filo del discorso, visto che ogni stanza è collegata all'altra così come una frase posta a fondo pagina continua sulla pagina successiva.
Non tutti gli elementi della stanza sono attivi e non sempre quelli con cui si può interagire servono alla figa. Secchielli, lampadine (divertentissimo romperle tutte) e altri oggetti sono posizionati e messi li a solo scopo di arredamento, mentre mattoni o ostacoli evidenti posti sulla linea di movimento possono interferire sulla fuga portando alla morte del protagonista. Difatti i due eroi sono abbastanza fragili e una semplice caduta, o un inciampo ne provoca la prematura dipartita. Immaginate cosa possa succedere quando si finisce schiacciati da un martello, o sopra una ventola oppure si cade da un'altezza notevole. Difatti alcune stanze contemplano più piani e sarà necessario scendere e salire sfruttando le abilità di Lil, che riesce a gonfiarsi e quindi a librarsi in volo, oppure di Laarg, che data la sua mole, riesce a sfondare le assi di legno che precludono un entrata.
Graficamente Escape Plan è una piccola perla. Completamente in bianco e nero porta su PS Vita un genere che su PSP non si poteva sviluppare in toto per la mancanza del touch. Il poter interagire con i personaggi sfruttando i due touch, così come l'ambiente eleva il titolo rispetto a qualunque gioco presente nella pur corposa libreria della PSP.
Il
comparto sonoro non presenta nessun parlato, se non musichette ed effetti sonori. Testi a video in italiano.