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na passeggiata meditativa
Journey sviluppato da ThatGameCompany e pubblicato da Sony Computer Entertainment, finalmente è disponibile per il download sul SEN (non esiste una versione su supporto fisico). Fermi da dove eravamo rimasti dopo aver provato la preview, siamo ripartiti dall'inizio per iniziare (o continuare) il viaggio.
Copritevi dal vento.
ThatGameCompany, per chi non la conoscesse, è una software house decisamente particolare, a cui piace sperimentare gameplay innovativi e differenti rispetto a quelli che solitamente abbondano nel mondo dei videogiochi. Non si spiegherebbe altrimenti la produzione di titoli come flOw o Flower o lo stesso Journey.
Journey è a tutti gli effetti una avventura, non nel senso stretto di ricerca di oggetti e corretto utilizzo nel posto giusto, ma piuttosto un viaggio alla scoperta del paesaggio che circonda il protagonista, dapprima solitario ma capace di fare conoscenza con i giocatori che contemporaneamente stanno giocando al medesimo titolo e si trovano nella medesima locazione.
La protagonista completamente muta, è vestita di una tunica in grado di sprigionare poteri magici, la cui comunicazione con l'ambiente circostante (sia questo cosa inanimata o altre persone) è garantita solo attraverso espressioni musicali, ovvero piccole melodie in grado di risvegliare gli elementi (tasto [cerchio])
Talvolta sarà sufficiente sfiorare gli elementi per attivare gli stessi, mentre in altri casi sarà necessario passare sopra di essi per avere il medesimo effetto.
Essendo il deserto un mare asciutto, non mancano location nascoste, o comunque ben in vista che al loro interno nascondono bonus o elementi da attivare. Qui entra il gioco lo spirito di Journey, il quale dovrebbe spingere ad esplorare in lungo e in largo il paesaggio piuttosto che dirigersi immediatamente verso l'uscita per il livello successivo: scivolare tra le dune, il solo muovere la sabbia quando si cammina, o ancora osservare la caduta simile a una cascata dei granelli, se si è nel mood giusto, risulta un'attività rilassante. Journey non contempla come location solo il deserto: proseguendo con lo stesso si entrerà in contatto anche con la neve, tanto a sottolineare l'immensità del paesaggio, soprattutto quando in presenza delle bufere, guardandovi attorno, scoprirete il nulla intorno alla protagonista.
In questo paesaggio dove domina il bianco troverete lande desolate, bufere che faranno indietreggiare la protagonista, a meno che di non trovare un riparo dietro un monolito. Non scivolerete più sul paesaggio ma vi muoverete con fatica, soppesando passo dopo passo sul soffice terreno, rendendo il proseguo dell'avventura ancora più lento.
Non mancano alcuni momenti di tensione, dove la protagonista dovrà passare senza farsi notare da strane creature, che per mezzo del loro occhio di luce potrebbero intaccare il viaggio verso l'altura. In queste sezioni sarà necessario ripararsi attraverso ripari naturali, oppure effettuare un giro più largo evitando le traiettorie dei nemici, magari sfruttando la possibilità di volare, a patto di possedere ancora energia. Questa viene raccolta risvegliando gli elementi nel paesaggio, oppure attraverso un altro ospite, ovvero personaggio incontrato, che emettendo il suono, ricaricherà l'energia del vostro personaggio.
Può essere che nel girovagare senza meta (ad esempio per trovare tutti i segreti del gioco) si intraprenda una direzione non corretta e si arrivi in una zona limite; per avvisare il giocatore si alzerà un vento che ostacolerà l'avanzata, "invitando" l'utente a cambiare direzione. Tra l'altro questo evento climatico, permette di sfruttare lo stesso per acquistare velocità e scivolare tra le dune, a patto di trovarsi in discesa.
I controlli sono quanto di più semplice ci possa essere: lo stick sinistro è necessario per muovere il personaggio, mentre il sensore di movimento può utilizzato per guardare a destra e a sinistra dello stesso, oppure si può utilizzare lo stick destro; il tasto [croce] viene utilizzato per eseguire dei brevi salti, mentre il tasto [cerchio] è necessario per emettere i brevi suoni, in grado di interagire con alcuni elementi attivi dell'ambiente.
Per quanto riguarda la longevità abbiamo portato a termine il gioco in circa quattro ore, non riuscendo però a scovare tutti i segreti.
Graficamente Journey ricorda lo stile di Another World. Grafica pulita, molto poetica (stelle cadenti nel cielo), colori pastello, e deserto che in alcuni frangenti sembra acqua dal riflesso del sole, il tutto per ricreare un paesaggio quasi fiabesco.
Il
comparto sonoro