Recensione Trüberbrook – Nintendo Switch

Publisher: Headup
Sviluppatore: btf
Engine: Unity
Lingua: Inglese
Genere: Avventura grafica
Giocatori: 1
PEGI:
Link: https://www.nintendo.it/Giochi/Nintendo-Switch/Truberbrook-1522974.html
Versione: 1.1.0
Extra:

In un piccolo paesino della Germania succede qualcosa di strano. E chi se non voi dovrà investigare?

Trüberbrook sviluppato da btf e pubblicato da Headup è l’ultima avventura su cui abbiamo messo le mani e il cervello, visto che come di sovente in questa tipologia di giochi è necessario usare anche la materia grigia se non si vuole andare a casaccio e tentare qualsiasi combinazione tra oggetti nell’inventario e tutto quello che l’ambiente circostante permette di toccare. L’intera vicenda si svolge nell’Europa di fine anni ’60 precisamente a Trüberbrook, villaggio sperduto nella Germania rurale, dove il protagonista tale Hans Tannhauser è venuto a passare qualche giorno di relax grazie alla vinceta della lotteria che metteva in premio questa breve gita. Non importa se si è fuori stagione, l’importante sarà godersela…. e vi assicuriamo che sarà così!

Ebbene l’unica cosa che possiamo criticare del gioco è la mancanza completa dell’italiano, sia come doppiaggio vocale (che ci può stare), ma anche per l’assenza totale dei sottotitoli, presenti in almeno 13 lingue italiano escluso. Eliminando questa pecca il gioco è una piccola perla, sia per lo stile grafico, che per i dialoghi, mai troppo lunghi e colmi di battute, ma anche per le situazioni buffe che mano a mano si andranno a scoprire o per quello che l’astuto o ingenuo Hans (ma questo dipende dal giocatore) riuscirà ad architettare per risolvere gli enigmi e scoprira cosa stia succedendo in questo tranquillo villaggio. L’inizio è molto pacato, e mano a mano che si prosegue con il gioco si verrà a contattatto con dei colpi di scena, nuove location prima inaccessibili (comodissima anche se viene sbloccata quasi a metà avventura) la cartolina che permette di viaggiare velocemente tra le location del gioco, così come nuovi personaggi, alcuni solo di contorno, altri già incontrati precedentemente che potrebbero (o potranan) dare nuovi indizi o informazioni.

Abbiamo trovato gli enigmi alla portata di tutti, non ve ne sono di matematici o di logica come spostare casse nella corretta posizione, ma come nelle più classiche avventure dovrete raccogliere degli oggetti e utilizzare gli stessi su alcuni oggetti dell’ambiente, oppure dare gli stessi ad altri personaggi che ne fanno richiesta in cambio di un oggetto che Hans ha bisogno. Alcuni di questisono facilmente identificabili e facili da raccogliere, altri richiederanno un po’ più di sbattimento per raggiungere lo scopo.
Quello che ci è piaciuto è che alcuni elementi dell’ambiente sembrano essere una componente fondamentale o un oggetto utile per la trama ma che invece alal fine del gioco non hanno alcun utilizzo. Un esempio è la coltivazione delle alghe oppure il numeroso schieramento di libri, ognuno identificabile con il proprio titolo se esaminati uno ad uno.

La giocabilità è ottima e la versione per Switch può essere utilizzata sia nelal modalità touch screen che con i joycon. Per quello che ci riguarda il giusto compromesso è utilizzare entrambe le modalità a seconda dei casi. La longevità (o durata se più vi aggrada il termine) è direttamente proporzionale all’abilità del giocatore. Quello che ci ha messo più in crisi è la scena finale, di cui non vi sveliamo nulla.

Graficamente il titolo è uno spettacolo per gli occhi tra grafica realizzata a mano  e digitalizzazione di location riprodotte in miniatura. Alcuni momenti sono spassosi come la ricostruzione dell’armatura nella piazza principale.