Recensione Rage in Pace – Nintendo Switch

Publisher: Toge Productions
Sviluppatore: Toge Productions
Engine: Unity
Lingua: Inglese
Genere: Azione / Platform
Giocatori: 1
PEGI:
Link:  https://www.nintendo.it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/Rage-in-Peace-1465330.html
Versione: 1.0.0
Extra:

Realizzato e distribuito dai ragazzi indonesiani di Toge Productions, Rage in Pace metterà il giocatore nelle vesti di Timmy Malinu, un giovane contabile emotivamente insensibile con un sogno del tutto particolare: morire nel caldo della sua casa, nel sonno, con indosso il suo pigiama e senza drammi. Quando la Morte in persona annuncia a Timmy che morirà quel giorno, decapitato, Timmy sa che quella è la sua possibilità di realizzare il suo sogno. Non male come inizio vero?

Non non è il gioco ufficiale della trasmissione televisiva 1000 modi per morire ma vi troverete davanti a situazioni davvero bizzarre e divertenti. Come avrete capito lo scopo del protagonista è quello di raggiungere la propria casa, quando lo stesso si trova in ufficio. Basterà fare una corsetta verso la propria magione per arrivare a destinazione penserete voi e invece non è così facile. O meglio è facile solo che prima di arrivare all’agoniata casa, morirete in moltissimi modi differenti (meno di 100 comunque) difatti durante il vostro tragitto fatto di camminata, corsa, salti e dippi salti dovrete fare attenzione alle insidie date dall’ambiente che possono essere dalle più veritiere, come il soffitto che cade, alle più assurde come uno squalo che farà di voi un solo boccone uscendo da una minima pozzanghera di acqua posta sul terreno. All’inizio vi salirà a mille la frustazione perché morirete più volte, visto che l’impeto è quello di correre. Ad esempio se nelal prima stanza (dopo avere provato le conseguenze) salterete a piè pari una pozzanghera perché dalla emergono degli spuntoni letali, verrà spontaneo saltare alla medesima maniera la successiva pozzanghera. Ed è qui che si capisce che il gioco va affrontato piano piano, perchè saltando una lama vi trancerà in due, mentre camminandoci sopra non succederà nulla e passerete indenne! Il problema di tutte queste trappole è che non vi è nessun preavviso sulla loro presenza, nessun trmore, suono o quanto altro. L’unica possibilit è morire e provare a saltare o meno a seconda di quello che avete fatto nella precedente vita. E vi assicuriamo che all’inizio è veramente  frustante sino a quando non entrerete nel mood di volere arrivare a tutti i costi a casa! Fortunatamente esistono dei checkpoint che permettono di ricominciare l’avanzata per lo meno non dall’inizio. Essendo difficile il gioco gli sviluppatori hanno pensato anche di inserire la modalità Goldfish Mode. Sebbene come suddetto il titolo non risulta alla portata di tutti, sconsigliamo di usare questa modalità perché va a snaturare il gioco. Questo anche perché il gioco oltre che di tentativi ha una componente mnemonica, ovvero metterà a dura prova la vostra memoria nel ricordare dove sono le trappole e quindi dove è meglio correre, saltare o scappare! Fortuna vuole che in aiuto del giocatore in  presenza di alcuni ostacoli o trappole vengano in aiuto gli effetti sonori, che anticipano di fatto l’arrivo o la presenza della stessa. Considerate che dovrete vedervela con 28 livelli suddivisi in cinque atti prima di raggiungere la fine potendo contare solo sul movimento, il salto e anche una terza abilità che non vi sveleremo.

Esistono anche oggetti collezionabili chiamati mementos gettoni che vanno a raccontare, se raccolti, fatti e curiosità del protagonista, la cui descrizione è leggibile  dallo schermo iniziale tramite apposita sezione. Se siete poi così masochisti esiste anche la modalità Speed Run, dove come si evince dalle parole consiste nel arrivare in fondo nel minore tempo possibile. Inutile dire che la memoria qui ha un compito fondamentale.

Graficamente Rage in Pace ha uno stile cartoon e non abbiamo riscontrato nessun glicth

Il sonoro si avvale di 19 musiche composte da gruppi indie indonesiani. Alcune sono ispirate altre un po’ meno, ma ovviamente trattandosi di musica il giudizio è fortemente personale.