Recensione The Aquatic Adventure of the Last Human – PlayStation 4

Publisher:  Digerati Distribution
Sviluppatore: Y/CJ/Y
Engine: GameMaker Studio
Lingua: Inglese
Genere: Azione
Giocatori: 1
PEGI: 
Link: https://store.playstation.com/it-it/product/EP8925-CUSA09799_00-LAALHPS4DIGISIEE
Extra:

Creato dallo studio Y/CJ/Y, ovvero due ragazzi svedesi di Goteborg e distribuito da Digerati Distribution per PlaySttaion 4 e Xbox One  The Aquatic Adventure of the Last Human porterà il giocatore a pilotare un sottomarino in un ambiente totalmente sommerso dall’acqua in quel pianeta che parrebbe essere la nostra Terra nell’anno 2971. Se non soffrite di claustrofobia continuate a leggere.

Il titolo che vannta una stupenda grafica in pixel art è un gioco intimo, da godersi in solitaria, magari a notte fonda al buoi senza nessun rumore, quasi a ricreare l’atmosfera di essere dentro il sommergibile. Il mondo che andrete ad esplorare si compone di grandi aree da esplorare così come stretti cunicoli che possono nascondere in fondo ad essi dei bonus. Tutto inizia con il sommergibile in grado di muoversi nell’acqua nelle direzioni concesse dal pad, quindi tutte le direzioni a patto di non collidere contro il fondale o pareti. Fortunatamente il contatto con queste non provoca alcun danno allo scafo, quindi potrete andare a sbattere senza problemi. La prima parte è fatta sull’esplorazione sino a quando non recupererete da un relitto un arpione. E’ questa la prima arma che il sottomarino potrà utilizzare,  sia contro i boss che “elementi” scomodi o per attivare mecanismi. L’arpione è solo la prima delle armi che potrete utilizzare e altre potranno essere recuperate proseguendo nel gioco.

Ed è proprio l’esplorazione che è la parte fondamentale del gioco. Pensate a un qualcosa come il gioco Journey, dove l’esplorazione dell’ambiente la faceva da padrone. Ebbene in The Aquatic Adventure of the Last Human il pathos è lo stesso, anche se vissuto in maniera differente. Utilizzima sarà ma minimappa posta nell’angolo in alto a destra, decisiva in alcuni frangenti. Vero è che il gioco è fatto per far accedere ad alcune aree solo se in possesso di determinati oggetti in modo tale da non creare punti ciechi.

La parte più difficile è lo scontro contro i boss, animali giganti del mondo sottomarino. Il primo, il vermone gigante lo potete vedere in immagine qui sotto ci ha riportato ai giochi per Amiga, dove vi erano mostri enormi da sconfiggere. Il movimento è randomico e avrete a che fare con tre diverse modalità di attacco del verme. Decisamente apprezzata come idea, visto che solitamente lo scontro con il boss si riduce a trovare l’angolo o la posizione corretta per scatenare poi l’attacco. Inoltre sempre durante lo scontro avrete modo di muovervi per lo schermo da destra a sinistra per un lungo tratto, rendendo lo scontro più avvincente. Infine quando riuscirete a portare a zero l’energia vitale del verme.. ebbene sfrutterete il suo corpo, in un modo che evitiamo di svelare. Rimarrete sorpresi.

Quello su cui vogliamo soffermarci è la bellezza dell’ambiente, del paesaggio che mano a mano andrete a scoprire. La vegetazione, elementi metallici, meduse, pesci assolutamente strani, edifici metallici, relitti e quanto altro si possa trovare in un ambiente acquatico sono rappresentati con la pixel art e stanno maledettamente bene sullo schermo.