Recensione The Silent Age

E’ un po’ che non giocavamo ad un’avventura grafica e The Silent Age realizzato da House On Fire e distribuito via Steam da Meridian4 ci ha dato l’occasione di riprendere ad usare la materia grigia per risolvere gli enigmi.

L’avventura spazia tra il “presente” del 1972 al futuro apocalittico del 2012 anno in cui vi sarà l’estinzione dell’umanità, a causa di un virus che debellerà il genere umano. Joe, questo il nome del protagonista avrà il compito di fermare questa catastrofe, viaggiando avanti e indietro nel tempo grazie ad una macchina del tempo portatile.

Sebbene sia uscita prima su cellulari e disponibile su Steam dal 2015, abbiamo scoperto da poco questa avventura, che abbiamo finito in circa sei ore di tempo, tutta di un colpo rimanendo piacevolmente colpiti dalla storia, che suppure non originale ha nei balzi temporali il punto di forza, permettendo di fatto di visitare la medesima location in tempi differenti. E sarà grazie proprio a questo marchingenio che si potrà visitare stanze o location altrimenti inaccessibili a quel tempo. Ad esempio, verso la fine dell’avventura vi troverete nelle fogne, nell’anno 1972, laddove dovrete passare attraverso una ventola dell’aria, azione impossibile perché coperta da macerie. Basterà attivare il dispositivo temporale (simile ad uno smart watch) per balzare nel futuro, disattivare tramite interuttore la ventola, passare nell’altra stanza e usare nuovamente il dispositivo temporale per tornare indietro nel tempo e trovarsi così nella stanza desiderata. Questo giochetto dei balzi temporali dovrete compierlo diverse volte se volete proseguire nell’avventura.

Ovviamente come tutti i giochi del genere non mancano gli oggetti da raccogliere e utilizzare. Ecco a proposito di questi, l’inventario non sarà mai pieno (al massimo abbiamo contato quattro oggetti) e quindi se proprio non dovreste arrivarci è possibile provare a sfinimento ad usare ogni oggetto dell’inventario sulle parti attive della schermata, identificate con un cerchio bianco quando disponibili.Il punto più difficile che abbiamo dovuto superare (perché non lo vedevamo) è quando dovrete infilarvi nel sottosuolo e raggiungere la banchina della metropolitana. Ebbene non ci eravamo accorti della fessura sulla strada e quindi siamo impazziti per circa 10 minuti a capire cosa si dovesse fare per proseguire.

Non vi raccontiamo nulla della storia per non rovinare la sorpresa ma vi diremo qualcosa della grafica, rimasterizzata per l’uscita su PC. Tutto sa di molto anni 70/power flower, così come l’abbigliamento del protagonista. Belle location anche se minimaliste, ma questo è dovuto probabilmente allo stile grafico adottato dal gioco. I colori variano dallo sgarciante al più cupo a seconda dell’era temporale in cui andrete ad investigare.

Dal punto di vista del sonoro il gioco è in inglese, totalmente sottotitolato in italiano. Nulla da eccepire.

Nonostante l’età il titolo si dimostra ancora affascinante e giocabilissimo considerando il fatto che è un porting di un gioco per cellulari a PC.