Recensione Lost Dimension

Da una torre sbucata dal nulla una nuova minaccia per l’umanità, riuscirete a salvare la Terra?

Ci risiamo, ecco l’ennesimo pazzoide che vuol spazzar via il genere umano dal nostro beneamato pianeta. Questa volta il contesto è un po’ più particolare del solito: dal nulla è sbucata una torre dalla quale un personaggio che si fa chiamare “The End” promette la distruzione del globo terrestre entro tredici giorni grazie al lancio di testate nucleari, e per dar peso alle proprie folli parole comincia a dimostrare il suo immenso potere sterminando una bella fetta di popolazione. Dopo aver fallito con i classici attacchi militari, respinti dai superpoteri che ogni buon super cattivo sfoggia con disinvoltura, le nazioni si sono unite per creare un nuovo tipo di task force denominata SEALED.

 

Il giocatore in Lost Dimension distribuitio da Ghostlight LTD e sviluppato da FURYU Corporation veste i panni di Sho Kasuagi e si ritrova ai piedi della minacciosa torre assieme ad altri dieci membri di SEALED. Non si tratta di un classico gruppo di soldati solamente armati sino ai denti, bensì di super soldati che oltre all’abilità nell’utilizzo di vario arsenale bellico sono dotati di poteri psichici differenti, come telecinesi, piromanzia e via dicendo. SEALED dovrà risalire i vari piani della torre facendosi strada tra nemici di vario genere per poter infine affrontare “The End” e salvare l’umanità. Tutto piuttosto cliché, compresa l’improvvisa amnesia che affligge i vari membri del gruppo, con particolare riguardo al personaggio principale, ma il problema non è lo scombussolamento della memoria del gruppo quanto lo è il tradimento: non tutti i membri di SEALED giocano la stessa partita, e solamente col proseguire della trama si potranno avere risposte.

Il gioco si divide fondamentalmente in due parti: scontri tattici a turni e un hub generale gestito tramite menù. Il combattimento avviene in arene delimitate di dimensioni non particolarmente estese dove il giocatore può collocare un determinato numero di membri del team SEALED rispettando limitazioni nel posizionamento iniziale. Iniziati i turni, ogni personaggio è dotato di punti azione da spendere per spostarsi, attaccare, utilizzare abilità oppure oggetti. Per sfruttare al meglio la situazione a proprio vantaggio è fondamentale sfruttare la sinergia di attacco di personaggi vicini che hanno il medesimo nemico nel raggio d’azione, in questo modo ogni volta che si deciderà di attaccare con un personaggio, gli altri posti nelle vicinanze attaccheranno contemporaneamente ma senza consumare punti azione, dando la possibilità di sferrare ulteriori nuovi attacchi oppure di eseguire altre azioni a disposizione del giocatore che potrà opportunamente scegliere a seconda della situazione, come ad esempio curare un compagno ferito che si trova nei pressi. Bisogna fare attenzione perché anche il nemico può sfruttare questo tipo di sinergia, quindi bisogna prestare particolare attenzione a gruppetti di nemici che singolarmente magari non darebbero pensieri, ma attaccando assieme possono facilmente eliminare uno o più dei nostri combattenti.

Una volta terminato lo scontro, si viene premiati in base all’efficacia sul campo con punti esperienza ed eventuali oggetti, quindi si ha accesso all’hub di gioco. Da qui possiamo occuparci della gestione dei personaggi, iniziare dialoghi con i vari membri del SEALED, infine selezionare la missione successiva scegliendo tra missione principale e secondaria: le prime porteranno in avanti la trama, le seconde invece permetteranno di continuare a guadagnare esperienza, oggetti e materiali per ampliare le possibilità offensive e difensive del nostro team.

La gestione dei personaggi è intuitiva e consente con facilità di personalizzare come meglio si preferisce l’assetto tattico, bellico e “psichico” di ciascun personaggio: la vasta scelta delle abilità disponibili sbloccabili permette di impiegare vari approcci da sperimentare sul campo, utilizzando magari le missioni secondarie più semplici e veloci per avere un responso pressoché immediato. I dialoghi con gli altri personaggi permettono tramite una notevole quantità di testi di meglio approfondire le varie personalità e i risvolti più sottili delle trama, ma senza dubbio la particolarità più importante è quella attribuita dalla priorità assegnata all’interlocutore: le prime persone interpellate creeranno via via un legame che porterà bonus e benefici in battaglia: ma attenzione a non avere un solo personaggio secondario preferito, potrebbe essere uno dei traditori!

Al di là delle opzioni inerenti al gioco c’è il classico menù delle impostazioni che sebbene non molto ricco permette la regolazione separata del volume di musica, effetti sonori e voci, la velocità del testo (da lenta a istantanea), l’inversione dei controlli sia sull’asse X sia sull’asse Y, la difficoltà di gioco (facile o normale), il remap del controller, la risoluzione e la visualizzazione in finestra, a schermo intero senza bordi e a schermo intero.

Dal punto di vista tecnico, il gioco proviene da una piattaforma portatile e lo si nota dai requisiti di sistema molto contenuti e dall’impatto grafico decisamente datato: per fortuna a bilanciare ambienti piuttosto essenziali e spogli, con quantità di poligoni ed effetti molto limitate e texture a risoluzione medio bassa, i disegni che rappresentano i personaggi durante i dialoghi sono di buona fattura, in classico stile anime che suggerisce la provenienza nipponica del titolo. Il sottofondo sonoro fa il suo dovere ma non si spinge mai verso lidi di eccellenza. Durante il testing del prodotto si sono rilevati giusto due nei, non certo importanti ma indubbiamente fastidiosi: la presenza di tearing durante le fasi di gioco (un difetto che avviene quando il framerate non è costante per cui lo schermo sembra “spezzarsi”), e la mancanza di sottotitoli durante i filmati anime che intervallano a volte le fasi di gioco.

Il gameplay è molto soddisfacente date le innumerevoli sfumature possibili, ma la difficoltà di gioco è davvero molto contenuta salvo per alcuni picchi improvvisi. La quantità di testo è veramente imponente e serve a bilanciare la mancanza di altri elementi di immersione: non essendoci mondi da esplorare virtualmente con il proprio alter ego digitale, l’universo del gioco è tutto spiegato tramite testo, spiegazioni spesso limitate a piccoli dettagli sommersi da monologhi lunghissimi che da una parte meglio caratterizza i membri del team SEALED ma dall’altra arriva spesso a essere inconcludente, poco utile e in alcuni casi anche fastidioso (ovviamente dipende anche dai gusti del giocatore).

 

Autore recensione: DragonNinja74

 

 

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